Recensioni/Recensioni Film

Brownian Movement. 2011. N. Leopold.

di Stefano Bagnacani

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Un bel film che viene dal Belgio e non è dei Dardenne, questa è già di per sé una notizia.

Charlotte dottoressa, docente universitaria, bionda, bella, madre premurosa, moglie fantastica, ha solo un piccolo vizio, tutti ne abbiamo, in fondo. Si porta i pazienti uomini in un appartamento  vicino all’ospedale, a fare quelle cose lì… I soggetti sono spesso anziani o ciccioni deformi senza nessun appeal fisico, anzi la loro deformità si esalta al cospetto di quel corpo così diafano e perfetto, la donna sembra non provare alcun tipo di piacere.
Perché lo fa? Perversione, autoumiliazione? Lussuria?  Quel suo viso troppo freddo, quella sua pelle troppo asettica non ce lo spiegano. La banalità arendtiana, del sesso, e del peccato, che non ha una spiegazione razionale, e non la vuole, in fin dei conti, avere.
Gli interrogativi rimangono tutti sul tavolo, nemmeno la sedute dall’analista della seconda parte ci spiegano qualcosa. La donna rimane un enigma, un grande punto interrogativo di carne. Il suo viso freddo,  anaffettivo, come la vita a Bruxelles.

Un film che inquieta con le solite domande un po’ vintage tipo: quanto conosciamo chi amiamo? Conosciamo davvero chi sta accanto?

Insomma tutte le domande che Shame non fa. Ma se volete andatelo a vedere lo stesso, quello in Italia lo distribuiscono, questo no.

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