Recensioni/Recensioni Film

Homme au bain. Christophe Honorè. Fr. 2010.

di Stefano Bagnacani

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Un pornodivo gay, Francois Sagat, che recita se stesso, e Chiara Mastroianni, la  premiere dame del cinema d’oltralpe, nello stesso film. Sembra fantascienza ma è accaduto. Il film in questione si chiama Homme au Bain.

Film a tratti  crudo ma mai volgare, dominato dalla fisicità enorme di Sagat, come enorme è il senso di vuoto e di noia delle periferie alveari dove il sesso è l’unico antidoto alla noia. Omar e Emmanuel si amano, ma uno parte per l’America  l’altro no.  Malinconia in hd, e attori non professionisti, in un film senza copione che tra Parigi e New York  racconta storie di amore e abbandono, da sempre i temi cari al cinema di Honorè.

È proprio il nipotino della nouvelle vogue, che lascia da parte i patinati drammetti post-godardiani degli esordi, per darci un film digitale e slabbrato, dove si annida una strana poesia, perché la poesia non ha sempre bisogno di perfezione,  simmetria e  belle forme. È poesia digitale, 2.0, qui.  In bassa fedeltà come l’amore che racconta, la vita com’è, come il cinema quando l’hanno inventato.

Si vedrà solo nei cineforum gay, o nelle sale dei festival queer, ed è un peccato,  basta un oceano di mezzo a due che si amano, e una digitale, per fare un bel film, a volte. E questa è una di quelle.

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