Recensioni/Recensioni musica

Soul Rebeles Brass band. Unlock your Mind. 2011.

di Stefano Bagnacani

(foto in apertura di Rick Olivier)

.

Cosa racconteremo ai figli che non avremo, si chiede un cantautore italiano della nuovelle vague? Beh potremmo cominciare raccontando loro di quando il jazz non era musica per concerti con le sedie, per apertivi domenicali della classe media annoiata, dove azzimati pianisti offrivano emozioni calviniano-minimaliste dentro sale da concerto in cui chiunque porti le converse ai piedi è guardato con sospetto.

Il jazz, quando nacque in quella terra di uragani blasè, sulle rive di un fiume placidemente assassino, era musica per i poveri, senza pianoforte, senza spartiti, senza consumazione obbligatoria, senza guardaroba. Era musica per i poveri, e da che mondo è mondo che fanno i poveri, e cosa smettono di fare i ricchi quando lo diventano? Ballare, il jazz era una roba con dei negri con tanto fiato che soffiavano dentro i tromboni, facendo ballare un’audience di gente male in arnese, per non pensare almeno per un po’ all’affitto, ai debiti e altre risibili contingenze.

A volte,  tra un pianista evansiano, e un sassofonista post-qualcun altro, escono dischi come questo, di questi Soul Rebels Brass band,  dove non c’è bisogno googlare l’indirizzo dell’etichetta per capire le coordinate geografiche. Il New Orleans sound 2.0, quello di Trombone Shorty, per intenderci, (non sapete chi è? Per cosa vivete allora?), che ci ricordano che la musica può essere anche solo ottoni che spingono, sudore e piedi battuti a tempo, musica che nasce per essere ballata e per divertire, un blob che si fagocita tutto e tutti, anche il robotico hit degli Eurithmics, Sweet dreams che rispunta tutta metallizzata di giallo in una chiesa pagana di vent’anni prima.

Vorremmo fosse un cd doppio, vorremmo vederli dal vivo, perché anche noi, a occhio e croce due o tre cose da mettere in pausa, nella mente, in questa Italia commissariata, le avremmo. Un disco forse derivativo, diranno quelli che ne sanno a pacchi, io risponderei è derivato sì, da New Orleans.

Annunci

One thought on “Soul Rebeles Brass band. Unlock your Mind. 2011.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...