Recensioni/Recensioni musica

Pietro Sidoti. GenteinAttesa.

di Stefano Bagnacani

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Vi ricordate quando Paolo Conte non era ancora una coverband? Quando il teatro, la canzone e il jazz (sì, lui) si incontravano sulle assi di legno dei teatri? Ogni tanto, ne escono ancora di dischi così, in Italia. Solo che, scusate il francesismo, non se li incula nessuno.

La recensione la leggi su una rivista francese, ma si sa: è dai tempi di Napoleone che quelli ci scippano l’arte vera. Il disco, GenteinAttesa (lo so, sembra un Tweet, ci manca solo # davanti) ha vinto la targa Tenco, ma di sti tempi non conta nulla. Sono altri a contare, i King Makers, non certo le vecchie riviste di carta in liquidazione fallimentare, e i premi che sanno di muffa. Le sue non sono canzoni che si postano su Facebook la sera tardi, e su yotube l’unico video che trovo non arriva a settemila visualizzazioni, roba che un Emis Killa qualunque raccimola in pochi minuti.

Ci sono ballads jazz da ritorni a casa a piedi, con le gambe rese molli dai troppi pastis. C’è Il Giocattolo, il singolo dell’anno nel mondo che avremmo in mente noi: è una bossa nova slabbrata, con una malinconia umile, alla film di  Soldini.

Ci sono tante cose che nessuno sentirà mai, in questo disco, tra Bersani e Silvestri, passando per il Friuli. Lui  viene da Udine, non certo la città che detta che le tendenze. E l’etichetta non per nulla si chiama Fuorivia.

Per chi ha voglia, è il disco da sentire aspettando che la neve si sciolga, prima o poi.

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